Fondazione di Roma nuova Babilonia – Sant’Agostino – La città di Dio


Nel libro XVIII de La città di Dio Agostino d’Ippona racconta la fondazione di Roma nuova Babilonia, com’egli la chiama. Ecco il testo:

 

21. Il Lazio dopo Enea, che considerarono dio, ebbe undici re, dei quali nessuno divenne dio. Invece Aventino, che è il dodicesimo dopo Enea, essendo stato ucciso in guerra e sepolto sul colle, che oggi ancora si designa col suo nome, fu aggiunto al numero degli dèi concepiti a modo loro. Altri non vollero ammettere che fosse ucciso in battaglia, ma han detto che era scomparso e che il colle non è stato denominato Aventino dal suo nome ma dalla venuta di certi uccelli. Dopo di lui nel Lazio non è stato considerato dio alcuno fuorché Romolo, fondatore di Roma. Fra lui e il suddetto si hanno due re. Il primo, tanto per usare un verso di Virgilio, fu l’immediato discendente Proca, gloria della stirpe troiana. Mentre viveva, poiché già in certo senso Roma era portata in grembo, l’impero di Assiria, il più grande di tutti, giunse al termine della sua lunga durata. Passò ai Medi dopo circa milletrecentocinque anni, tanto per calcolare anche il periodo di Belo, che fu padre di Nino e, pago di un dominio modesto, fu il primo re in quella regione. Proca fu re prima di Amulio. Ora Amulio aveva dichiarato vergine vestale la figlia del fratello Numitore di nome Rea, che si chiamava anche Ilia, madre di Romolo. Dicono che concepì i gemelli da Marte per nobilitare o scusare il suo disonore e per addurre una prova convincente che una lupa aveva allattato i bimbi esposti. Suppongono che questa razza di belve sia a servizio di Marte affinché si ammetta che la lupa porse le poppe ai piccoli perché riconobbe i figli di Marte suo signore. Però non mancano coloro i quali dicono che, mentre giacevano esposti e vagivano, furono prima raccolti da non saprei quale meretrice e le sue mammelle furono le prime che succhiarono. Difatti chiamavano lupe le meretrici e per questo i locali della loro prostituzione anche ora si chiamano lupanari. Aggiungono che in seguito furono condotti al pastore Faustolo e nutriti dalla moglie Acca. Sebbene non deve far meraviglia se, per rimproverare un re che aveva ordinato con efferatezza di gettarli in acqua, Dio, per mezzo di una fiera che allattava, volle soccorrere, dopo averli salvati dall’annegamento, quei bimbi dai quali doveva essere fondata una così grande città. Ad Amulio successe nel regno del Lazio il fratello Numitore, nonno di Romolo. Nel primo anno del suo regno fu fondata Roma, perciò in seguito regnò col suo nipote Romolo.

Roma fondata ai tempi di Ezechia.

22. Non voglio indugiare in particolari. La città di Roma fu fondata come un’altra Babilonia o come figlia della prima Babilonia perché per suo mezzo piacque a Dio di soggiogare il mondo civile e di pacificarlo dopo averlo condotto all’unità di rapporti politici e giuridici. V’erano già degli Stati potenti e forti e nazioni agguerrite che non avrebbero ceduto facilmente e che era indispensabile sottomettere con immensi pericoli, con grandi perdite dall’una e dall’altra parte e con disagio spaventoso. Invece quando l’impero di Assiria soggiogò quasi tutta l’Asia, sebbene il dominio sia stato realizzato con la guerra, tuttavia fu possibile realizzarlo con guerre non tanto gravose e difficili, perché i popoli erano ancora inesperti alla resistenza e non erano tanti e così grandi. Difatti dopo il diluvio più grande perché universale, in cui soltanto otto uomini si salvarono nell’arca di Noè, non erano passati più di mille anni quando Nino assoggettò l’Asia fuorché l’India. Roma, al contrario, non sottomise con la medesima celerità e facilità i tanti popoli dell’Oriente e dell’Occidente che sappiamo soggetti all’impero romano perché, ampliandosi lentamente, li trovò vigorosi e agguerriti da qualunque parte si estendeva. Nell’anno in cui Roma fu fondata, il popolo d’Israele era nella Terra promessa da settecentodiciotto anni. Di essi ventisette appartengono a Giosuè di Nun e trecentoventinove all’epoca dei Giudici. E da quando aveva cominciato a essere un regno, ne erano passati trecentosessantadue. Il re che allora reggeva il regno di Giuda si chiamava Acaz o, secondo il computo di altri, il suo successore Ezechia. È noto che questo re molto buono e devoto regnò al tempo di Romolo. Nello Stato del popolo ebraico, che si chiamava Israele, aveva cominciato a regnare Osea.

 

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