L’UPERTURA DER CONCRAVE – Gioacchino Belli


Tra i tanti sonetti del Belli esplicitamente polemici contro il Papa e la Chiesa romana, questo merita sicuramente una posizione di rilievo.

A dire del grande poeta romanesco, l’alternarsi dei Papi sul soglio pontificio rappresenta un cambiamento solo apparente, la sostanza resta la stessa. E dopo le prime tre o quattro settimane di novità ed innovazioni, le cose resteranno le stesse…

Nei secoli dei secoli…

Senti, senti Castello come spara!
Senti Montescitorio come sona!
È sseggno ch’è ffinita sta caggnara,
E ’r Papa novo ggià sbenedizziona.

Bbe’? cche Ppapa averemo? È ccosa chiara:
O ppiú o mmeno, la solita canzona.
Chi vvòi che ssia? Quarc’antra faccia amara,
Compare mio, Dio sce la manni bbona.

Comincerà ccor fà aridà li peggni:
Cor rivotà le carcere de ladri,
Cor manovrà li soliti congeggni.

Eppoi, doppo tre o cquattro sittimane,
Sur fà de tutti l’antri Santi-Padri,
Diventerà, Ddio me perdoni, un cane.

2 febbraio 1831

 

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