metro di romaEra il 15 febbraio 2005 quando veniva indetta la gara d’appalto per la realizzazione della metro C di Roma. Nel 2014 la fine dei lavori sembra ancora lontana.
Sembra che per la realizzazione della piramide di Cheope, la più importante delle piramidi di Giza, siano occorsi dai dieci ai vent’anni.
Abbiamo quindi ancora qualche anno per vincere la gara di velocità con l’Egitto del 2500 a.C..

Al tempo l’idea di una nuova metropolitana venne salutata in modo generalmente positivo dalla cittadinanza romana. Sull’utilità teorica dell’opera infatti non vi sono dubbi. La rete metropolitana di Roma è senza dubbio meno capillare rispetto a quella delle altre grandi capitali europee ed una sua implementazione era, ed è, auspicabile. Sono note ovviamente le difficoltà maggiori che una città come Roma ha rispetto alle altre grandi città europee.

Non ci inerpichiamo nelle travagliate vicende della metro C, si tratta solamente di un esempio tra i più lampanti di come la nostra città abbia dei gravi problemi riguardanti la mobilità. Sembra infatti mancare una idea complessiva a riguardo ed il problema è pesante sia per la qualità della vita degli abitanti che per i turisti.

La mobilità romana appare come una specie di giungla. Ci addentriamo in questa giungla per isolare alcuni problemi.

  1. Il trasporto privato: bisogna ammettere che al di là delle note vicende di mala gestione complessiva dei trasporti cittadini, anche il trasporto privato a Roma segue delle logiche difficilmente comprensibili in molte altre città italiane. Uno dei problemi che non può integralmente essere “scaricato” sulle amministrazioni è ad esempio l’alto livello di circolazione di auto e moto senza assicurazione. Il fenomeno è molto difficile da quantificare. Stando ad un rilevamento su un campione di autoveicoli nel 2013, sembrerebbe che circa il 9% delle automobili circoli a Roma senza l’assicurazione auto obbligatoria. Le percentuali per i motocicli salirebbero addirittura al 15% di veicoli senza RC moto.
  2. Il trasporto pubblico: aldilà delle responsabilità dei cittadini, la gran parte del problema riguarda però il trasporto nel suo complesso. Le difficoltà del servizio pubblico sono evidenti in ogni campo. La metro copre solo alcune zone e l’Atac offre un servizio di autobus non sempre soddisfacente. I tram sono pochissimi.

    Gli effetti deleteri del trasporto pubblico sono evidenti a tutti e scatenano un circolo vizioso per cui i cittadini sono di fatto incentivati ad usare la macchina per qualsiasi spostamento.

  3. Gli interventi pubblici a favore della mobilità: non è solo il trasporto pubblico propriamente detto che mostra gravi carenze. Roma è infatti una città particolare che richiederebbe una serie di interventi e di manutenzione al fine di agevolare il trasporto sia pubblico che privato. Si potrebbero fare molti esempi a riguardo (pensiamo alla via Pontina) anche non direttamente relativi alla condizione delle strade. Vi sono problemi di parcheggio, difficoltà nella manutenzione della rete fognaria, problemi di visibilità in moltissime zone.

In buona sostanza la giungla della mobilità romana è causata da una lunga serie di più e meno piccole problematiche assolutamente evidenti e risolvibili. Problematiche che andrebbero affrontate una ad una, con pazienza ed onestà più che con proclami e con grandi progetti che in una situazione come quella attuale hanno uno strano sapore utopistico e propagandistico insieme.