Il Foro di Cesare


Il foro di Cesare fu il primo dei fori imperiali ad essere costruito.

Il motivo che spinse Giulio Cesare a costruirlo fu per ampliare le funzioni del foro romano, ma un’altra motivazione più importante era l’aperta rivalità con Pompeo che nel 55 a.C. aveva inaugurato il suo teatro nei pressi di Campo Marzio. Cesare dunque voleva celebrare il suo potere e la sua personalità e scelse il cuore della vita pubblica e politica di Roma.

Nel 54 a.C. per costruire il foro l’imperatore dovette espropriare alcuni terreni di privati cittadini, demolire palazzi e livellare il terreno.

Riuscì ad inaugurarlo nel 46 a.C. poco prima di morire.

Il foro aveva forma rettangolare e misurava 100 metri per 45 metri, su tre lati era porticato.

Il pavimento era formato da lastre in marmo di travertino.

Nel lato settentrionale venne costruito il tempio dedicato alla Venere Genitrice in occasione della battaglia di Farsalo contro le truppe di Pompeo nel 48 a.C.

Dedicarlo a Venere significava celebrare le origini mitiche di Roma, oltre che di Cesare come diretto discendente della Gens Iulia e di Enea, divenne così il santuario della famiglia.

La principale differenza con il Foro Romano era la forma rigidamente assiale e la presenza incombente del tempio. Anche i fori imperiali innalzati dagli imperatori successivi saranno caratterizzati dalla presenza di un tempio maestoso, elemento principe della piazza.

I portici erano formati da colonne in marmo bianco di Luni, mentre il tempio era ottastilo (con otto colonne in facciata) periptero sine postico (con colonne tutte intorno tranne sul lato posteriore).

Nella cella del tempio era collocata la grande statua di culto, Venere con un amorino sulla spalla ed uno sulla mano, costruita dallo scultore greco Archesilao e commissionata da Cesare stesso.

Davanti al tempio sorgevano due grosse fontane ornate con statue di ninfe. Al centro della piazza era collocata la statua di Cesare a cavallo citata da alcuni autori antichi.

La funzione del foro non era solo celebrativa, erano presenti degli uffici per l’amministrazione dello stato e tribunali per discutere le sentenze.

Lungo il portico occidentale sono stati ritrovati alcuni ambienti di diversa grandezza, alcuni archeologi li identificano con delle tabernae ad uso commerciale, altri ritengono fossero degli uffici pubblici visto la posizione privilegiata all’interno del foro.

A causa dell’incendio nel 64 d.C. L’imperatore Domiziano restaurò il tempio di Venere che poi venne concluso da Traiano nel 113 d.C. Il nuovo tempio non doveva essere molto diverso dall’originale se non per i materiali di costruzione.

Dopo la morte di Cesare, l’imperatore Augusto costruirà un foro a pochi passi di distanza da quello del suo predecessore, mantenendo vivo il culto familiare e la discendenza mitica del potere.

 

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