Il passato delle targhe il presente di chi le fa

5 Giugno 2019 | Autore: | Pubblicato in Negozi
1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle6 Stelle7 Stelle8 Stelle9 Stelle10 Stelle (Nessun voto, vota per primo!)
Loading...

Oggi parliamo delle targhe, partendo dalla loro nascita fino ai giorni nostri e soprattutto indicandovi chi vi permette di entrare in possesso delle storiche targhe per un’eventuale collezione.

La targa e la sua prima versione

La prima versione della targa per le automobile e moto era molto semplice in quanto questa era caratterizzata da soltanto due elementi, ovvero il nome della provincia e il numero di immatricolazione. Per le auto questo dato era inserito su un’unica riga e la provincia doveva essere scritta in modo completo, ovvero Roma o Milano non erano abbreviate come accade oggi con RO e MI, e il numero stava di fianco alla provincia.

Anche per le targhe delle moto valeva la stessa regola, con una sola differenza: il numero di immatricolazione stava sotto la provincia.

La versione fino al 1927 delle targhe

Se la prima versione durò solo quattro anni, dal 1901 fino al 1905, la seconda ebbe vita maggiormente lunga, visto che durò circa 20 anni.
Oltre ad essere realizzate con metallo resistente, queste targhe erano composte solo da numeri: la prima parte si presentava con una tonalità rossa e identificava la provincia mentre, le restanti cifre indicavano il numero di immatricolazione.

Nella versione successiva, ovvero quella che durò fino al 1932, la targa venne nuovamente modificata e in questo caso l’ordine degli elementi venne variato. Se prima si parlava prima di provincia e successivamente numero di immatricolazione, dal 1932 la targa venne caratterizzata prima dal numero di registro e successivamente dalla provincia, stavolta scritta con la sigla che ancora oggi caratterizza la targa dei vostri veicoli, ovvero Napoli diviene semplicemente NA.

La targa maggiormente longeva

Parliamo ora delle targhe maggiormente longevi, ovvero quelle che andranno a caratterizzare circa 40 anni di storia italiana, partendo dal 1932 fino al 1976.

Le targhe subirono una grossa modifica dato che, come prima cosa, lo sfondo nero venne reso maggiormente opaco e anche le moto con cilindrata inferiore ai 175 dovettero essere immatricolate, rivoluzionando la numerazione, che dovette ripartire dal numero 1.

Le targhe dei veicoli subirono cambiamenti solo per quanto riguarda l’aspetto, mentre non fu necessario cambiare il numero della stessa: quella posteriore era caratterizzata da una dimensione maggiore rispetto la targa frontale, con la prima che veniva caratterizzata dalla sigla della provincia che veniva seguito dal numero di immatricolazione. Nella parte frontale, la targa invertiva gli elementi, ovvero prima la numerazione e poi la provincia sempre scritta con la sigla.

La targa doveva inoltre essere caratterizzata da metallo resistente ma non troppo spesso e ben fissata nel veicolo.

La nascita della targa bianca

Tutti quanti hanno sicuramente conosciuto la targa bianca coi numeri neri, ma prima di questa versione ci fu quella che caratterizzò gli otto anni a partire dal 1976 fino al 1984.

Queste non si differenziarono assolutamente per gli elementi rispetto alla versione precedente, ma per l’estetica: durante quegli anni nacquero infatti le targhe colorate, dove ogni provincia aveva la possibilità di scegliere la sua colorazione.

La targa doveva essere però composta da due parti, ovvero provincia e numero seriale dovevano essere uniti e costituire due parti separate.

Dal 1984, invece, il colore della targa divenne universale, ovvero doveva essere bianco con scritte nere. Il decennio successivo, ovvero circa al 1999, la targa bianca doveva essere caratterizzata da elementi riflettenti che permettevano di leggere la stessa anche in condizioni di poca luce.

La targa attuale

Dal 1999 a oggi la targa ha subito poche variazioni ed è rimasta tale quale a quella che tutti possediamo nel veicolo, ovvero simbolo dell’Unione Europea, Stato dove il veicolo è stato immatricolato, codice seriale, anno e provincia. Si tratta quindi della versione finale, almeno fino a oggi, della targa.

Qualora voi foste interessati ad acquistare una vecchia targa, potrete recarvi sul portale, dove potrete acquistare una delle tante versioni precedenti della targa oppure scegliere di creare la vostra con uno stile vintage, ricordandovi ovviamente che questa non potrà essere utilizzata nel vostro veicolo, ma solo come oggetto da collezione.

Article Source

Autore:

Questo autore ha pubblicato 224 articoli. Per maggiori informazioni potete visitare il suo profilo.

Lascia un commento