La Basilica di San Paolo

Gli appartamenti per turisti Little Blue e Little Red si trovano nel quartiere San Paolo che prende il nome dalla sua Basilica, meta di importanti pellegrinaggi e importante per la sua grandezza – è superata in estensione solo dalla Basilica di San Pietro – è infatti una della quattro basiliche papali di Roma. Dal 1980 inoltre la Basilica di San Paolo è stata inserita nel patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. E’ dedicata a San Paolo in quanto ne accoglie le sue spoglie.

San Paolo (Paolo di Tarso) fu infatti decapitato a Roma non lontano dalla zona della Basilica, alle Acque Salvie in via Laurentina nel 67 d.c.; il suo corpo venne raccolto da una matrona romana, Lucina, che lo seppellirà dentro una sua proprietà sulla Via Ostiense. Il luogo di sepoltura di Paolo diviene meta di numerosi pelleggrinaggi. I cristiani eressero un monumento funebre sulla sua tomba, così come su quella di San Pietro. Grazie all’imperatore Costantino, durante il pontificato di Silvestro I e dopo la conclusione delle persecuzioni ai cristiani, si decise di costruire una Basilica dedicata a San Paolo, considerato uno dei padri fondatori della chiesa.

Breve storia della Basilica di San Paolo fuori le mura

La prima Basilica era piuttosto ridotta di dimensioni e già da allora era importante meta per i tanti pellegrini che volevano pregare e onorare il santo sulla sua tomba. Si decide quindi successivamente, grazie all’intervento dei tre imperatori (Valentiniano II, Arcadio e Teodosio) di ingrandire la struttura e cambiarne l’entrata, ora verso il Tevere. La struttura, rinnovata completamente nel 391 d.C., era così pronta ad accogliere più fedeli. Nonostante le tante modifiche, la tomba di San Paolo rimane sempre al centro del transetto.

Significative modifiche vengono effettuate durante il pontificato di Papa Gregorio Magno, nel VI secolo. In particolare, venne rialzato il pavimento per permettere la realizzazione dell’altare sopra alla tomba del Santo.

Accanto alla basilica sorgeva anche un monastero dell’ordine dei Benedettini per poter accogliere i devoti che venivano da tutto il mondo. Si era quindi creato uno spazio spirituale e di cura dedicato a chiunque volesse pregare e guarire dalle proprie malattie. Questo luogo però diventa anche un grande centro di studio. L’abbazia contiene infatti una grande quantità di manoscritti tra cui la celebre Bibbia carolingia di Carlo il Calvo della seconda metà dell’800 d.C..

La Basilica subisce diverse migliorie e modifiche nel corso dei secoli, ma è nel 1823 che la sua storia cambia per sempre. Un grave incendio durato circa cinque ore la distrugge quasi completamente. Gran parte delle strutture murarie cedono, resistono all’incendio giusto il transetto, parte del ciborio, l’abside, l’arco trionfale, il chiostro e il candelabro.

Leone XII nel 1825 emana un’enciclica in cui invita i fedeli a raccogliere fondi per la ricostruzione. I lavori iniziano effettivamente nel 1825, diretti da Pasquale Belli su progetto originario di Valadier. Alla morte del Belli, dirige la ricostruzione il celebre architetto Luigi Poletti responsabile in gran parte dell’aspetto della Basilica per come è oggi.

Dopo la consacrazione del 1854 continuano i lavoro di abbellimento della Basilica, in particolare il mosaico della facciata e la costruzione del grande quadriportico all’entrata composto da 150 colonne di marmo. Segnaliamo al visitatore il bellissimo chiostro interno dell’abbazia benedettina, di epoca medievale e costruito dai maestri Marmorari romani, con colonne tortile decorate con splendide tessere di mosaico.

L’architettura della Basilica di San Paolo

La Basilica ha una pianta a croce latina, così chiamata perché la navata e il transetto, essendo di dimensioni diverse e intersecandosi ad angolo retto, formano una croce. Lo spazio interno è diviso da cinque navate, separate da file di colonne monolitiche in granito. Pavimento e pareti sono rivestite di marmi policromi

I mosaici della facciata di San Paolo fuori le mura

Di pregevolissima fattura e di indubbio impatto scenico sono i mosaici della facciata sopra al colonnato. Suddivisi in tre fascie, sono stati realizzati tra il 1853 e il 1874, seguendo le tracce dei mosaici medievali, su cartoni di Filippo Agricola e Nicola Consoni. Nella fascia triangolare superiore sono rappresentati, seduti, San Paolo e San Pietro ai lati di un Cristo benedicente. Nella fascia centrale, la più piccola, è rappresentato l’Agnus Dei, immagine di agnello a rappresentazione del Cristo vittima sacrificale, con intorno altri 12 agnelli, riferimento esplicito agli apostoli. Nella fascia più bassa i quattro profeti dell’Antico Testamento (Isaia, Daniele, Geremia e Ezechiele) sono alternati da tre grandi grandi finestre.

L’arco trionfale di Galla Placida a San Paolo

Imponente e molto particolare è l’arco che separa la navata dal transetto. Commissionato da Galla Placidia, reca due iscrizioni:

Teodosio iniziò, Onorio compì / l’aula consacrata al corpo di Paolo dottore del mondo

La pia mente di Placidia gioisce del decoro dell’opera paterna in tutto lo splendore dovuto alla cura del pontefice Leone

Al centro, nella parte superiore dell’arco, è raffigurato Cristo Pantocratore, un’immagine tipica dell’epoca bizantina che significa “Cristo dominatore di tutto”. Il Cristo viene raffigurato solitamente in posa severa e maestosa, come nel caso, per l’appunto, dell’arco trionfale di San Paolo. Intorno al Cristo, i simboli dei quattro evangelisti. Il bue (Luca), l’angelo (Matteo), l’aquila (Giovanni) e il leone (Marco). Più in basso i 24 vegliardi dell’Apocalisse. Chiudono la raffigurazione verso il basso le grandi raffigurazione di San Pietro e San Paolo.

Ma perché comunemente la Basilica viene chiamata Basilica di San Paolo fuori le mura? Semplicemente perché i pellegrini per raggiungere la basilica dovevano passare per la porta di San Paolo che si trova vicino alla Piramide Cestia. Da qui proseguivano e piedi attraversando la via consolare che li portava verso la loro meta spirituale. La basilica si trovava quindi fuori dalle mura della città.

Di fronte alla Basilica è possibile godere del bellissimo parco Schuster chiamato così in onore del cardinale Ildefonso Schuster 1880-1954. Venne riqualificato in occasione del Giubileo durante il 1999. L’area verde è ideale per passeggiare e riposarsi, oltre ad avere uno spazio gioco dedicato ai bambini.

La Basilica di San Paolo dista meno di cinque minuti a piedi dai nostri appartamenti, vale davvero la pena di visitarla! Se volete prenotare potete visitare la pagina dedicata agli appartamenti in cui troverete tutte le informazioni. Per qualsiasi richiesta potete comunque scriverci a
mail@i-roma.com.