I Roma

ER NEGOZZIANTE DE SPAGO – Sonetto del Belli

Pubblichiamo un sonetto del Belli del 1831, “Er negozziante de spago”. Si tratta di uno dei frequenti sonetti in cui il poeta di Roma scrive del Papa. Talvolta lo stile del poeta è più marcatamente ironico, se non comico, ad esempio in S.P.Q.R., in altri il registro è differente… Il tono nei confronti del Papa è comunque spesso molto critico, anche in questo sonetto, quasi amaro… Per comprenderlo al meglio bisogna sottolineare come lo “spago” contenuto nel titolo, significa in…

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L’UPERTURA DER CONCRAVE – Gioacchino Belli

Tra i tanti sonetti del Belli esplicitamente polemici contro il Papa e la Chiesa romana, questo merita sicuramente una posizione di rilievo. A dire del grande poeta romanesco, l’alternarsi dei Papi sul soglio pontificio rappresenta un cambiamento solo apparente, la sostanza resta la stessa. E dopo le prime tre o quattro settimane di novità ed innovazioni, le cose resteranno le stesse… Nei secoli dei secoli… Senti, senti Castello come spara! Senti Montescitorio come sona! È sseggno ch’è ffinita sta caggnara,…

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Belli – ER CIÀNCICO

Postiamo Er Ciancico, una di quelle poesie del Belli che potrebbe esser stata scritta ieri sera (invece è del 1830). “Ciancicare” è verbo che usiamo ancora oggi nel senso di masticare. Quasi scomparso invece nel senso di “mangiare a scrocco”, che è il modo in cui viene inteso in questo sonetto. A Roma è tantissima la gente che vive sulle spalle degli altri, non solo “er Papa” o “er Zagratario”, ma tutti, come scrive Belli: “dar piú mmerda ar majorengo“.…

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Belli – Er ricordo

Pubblichiamo “Er ricordo“, un sonetto del Belli su una impiccagione. Belli scrisse più di un sonetto sulla tematica, che è una parte drammatica della storia di Roma. L’impicaggione di cui si parla nel sonetto è quella di Antonio Camardella, avvenuta nel 1749. Gioacchino Belli è nato nel 1791. Il boia di quella impiccagione non fu sicuramente il celeberrimo Mastro Titta (Giovanni Battista Bugatti), come scrive il Belli. Il Bugatti nacque infatti nel 1779. Er ricordo Er giorno che impiccorno Gammardella…

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La peracottara – Sonetto del Belli

Pubblichiamo “La peracottara“, un sonetto scritto dal Belli nel 1830 e contenuto in “De peppe er tosto“. Si tratta di una fantasticheria sboccatamente erotica su una peracottara, una venditrice di pere al forno descritta dal Belli come “pasciocca”, che significa all’incirca bella e formosa. Il sonetto contiene numerose espressioni dialettali, “mmommone” vuol dire “caso mai or ora”. “Ingrufalla” è termine osceno ben comprensibile dal contesto. La “pulenta” è invece la “gonorrea”. “Delarocca” è invece un medico del tempo…” Come sempre,…

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Roma – Giosuè Carducci

Da Odi Barbare (libro I) ROMA Roma, ne l’aer tuo lancio l’anima altera volante: accogli, o Roma, e avvolgi l’anima mia di luce. Non curïoso a te de le cose piccole io vengo: chi le farfalle cerca sotto l’arco di Tito? Che importa a me se l’irto spettral vinattier di Stradella mesce in Montecitorio celie allobroghe e ambagi? e se il lungi operoso tessitor di Biella s’impiglia, ragno attirante in vano, dentro le reti sue? Cingimi, o Roma, d’azzurro, di…

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Pascoli – Inno a Roma

gl’itali non mutato dal tempo di romolo il nome, ROMA, ti serbano: ROMA era ne’ secoli, ed è. IL NOME MISTERIOSO O — ma qual nome ora, de’ tuoi tre nomi, dirà l’Italia? Il nome arcano è tempo che si riveli, poi ch’è il tempo sacro. Risuoni il nome che nessun profano sapea qual fosse, e solo nei misteri segretamente s’inalzò tra gl’inni: mentre sull’ombra attonita una strana alba appariva, un miro sole, e i cavi cembali intorno si scotean…

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La scoperta dell’America – XXXVII – Cesare Pascarella

Però, capischi, o bufola o vaccina, Da quele parti lì, si ci hai famija, Quanno che puta caso ci hai ‘na fija Trovi subito chi se la combina. Qui, invece, tu pòi avecce ‘na regina, Che ha tempo, ha voja a fà l’occhi de trija, Ché prima de trovà chi se la pija, N’ha da attastanne armeno ‘na ventina. Lì, invece, pe sposassele, le pregheno: Mica è come ne l’epoca presente, Che vedi le regazze che se spregheno. Perché lì…

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La panzanella – Aldo Fabrizi

E che ce vo’ pe’ fa’ la Panzanella? Nun è ch’er condimento sia un segreto, oppure è stabbilito da un decreto, però la qualità dev’esse quella. In primise: acqua fresca de cannella, in secondise: ojo d’uliveto, e come terzo: quer di-vino aceto che fa’ venì la febbre magnarella. Pagnotta paesana un po’ intostata, cotta all’antica,co’ la crosta scura, bagnata fino a che nun s’è ammollata. In più, per un boccone da signori, abbasta rifinì la svojatura co’ basilico, pepe e…

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La dieta – Aldo Fabrizi

Doppo che ho rinnegato pasta e pane, so’ dieci giorni che nun calo, eppure resisto, soffro e seguito le cure… me pare un anno e so’ du’ settimane. Nemmanco dormo più, le notti sane, pe’ damme er conciabbocca a le torture, le passo a immaginà le svojature co’ la lingua de fòra come un cane. Ma vale poi la pena de soffrì lontano da ‘na tavola e ‘na sedia pensanno che se deve da morì? Nun è pe’ fà er…

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