I Roma

L’invito – Sonetto di Aldo Fabrizi

Aldo Fabrizi ci racconta in questo sonetto di una particolare tradizione… Nun m’aricordo bene in che paesetto, quanno che mòre un capo de famìa, er parentado je fà compagnia, facenno un pranzo intorno ar cataletto. La tradizione vò che ‘sto banchetto, preparato durante l’agonia, se faccia, senza tanta ipocrisia, cor medico, cor prete e’r chirichetto. Doppo li pianti la famìa se carma e ar punto che la pasta viè servita, se brinda a la salute della sarma. Poi c’è l’invito…

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Aldo Fabrizi – Chi sarà stato?

Scherzoso sonetto di Aldo Fabrizi sull’inventore della pasta… Ho letto cento libri de cucina. de storia, d’arte, e nun ce nè uno solo che citi co’ la Pasta er Pastarolo che unì pe’ primo l’acqua e la farina. Credevo fosse una creazione latina, invece poi, m’ha detto l’orzarolo, che l’ha portata a Roma Marco Polo un giorno che tornava dalla Cina. Pe’ me st’affare de la Cina è strano, chissà se fu inventata da un cinese o la venneva là…

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Trilussa – L’orloggio cor cuccù

Anche questa poesie di Trilussa è contenuta ne Le storie. È un orloggio de legno fatto con un congegno ch’ogni mezz’ora s’apre uno sportello e s’affaccia un ucello a fa’ cuccù. Lo tengo da trent’anni a capo al letto e m’aricordo che da regazzetto me divertiva come un giocarello. M’incantavo a guardallo e avrei voluto che l’ucelletto che faceva er verso fosse scappato fòra ogni minuto… Povero tempo perso! Ogni tanto trovavo la magnera de faje fa’ cuccù per conto…

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L’incontro de li sovrani – Trilussa

Poesia scritta nel dicembre 1908 e contenute in Le storie. Bandiere e banderole, penne e pennacchi ar vento, un luccichìo d’argento de bajonette ar sole, e in mezzo a le fanfare spara er cannone e pare che t’arimbombi dentro. Ched’è?1 chi se festeggia? È un Re che, in mezzo ar mare, su la fregata reggia riceve un antro Re. Ecco che se l’abbraccica,2 ecco che lo sbaciucchia; zitto, ché adesso parleno… -Stai bene? – Grazzie. E te? e la Reggina?…

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Trilussa – Per aria

Poesia di Trilussa del 1923 tratta da Le storie. Un Omo che volava in aroplano diceva fra de sé: – Pare impossibbile fin dove pô arivà l’ingegno umano! – Quanno s’intese di’: – Collega mio, quanti mil’anni avete faticato pe’ fa’ quer che fo io!… Ma mó, bisogna che lo riconosca, in fonno ve ce séte avvicinato…- L’Omo guardò er collega…Era una Mosca! Ma io, però, ciò l’ale ner cervello, je fece l’Omo – e volo co’ l’ingegno. Defatti ho…

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Il numero sette

Il sette è il numero mitico di Roma. Esso ricorre numerose volte nella storia di Roma antica. Sette sono i colli, come sette furono i re di Roma. Nella tradizione pagana erano sette le Cose fatali dalle quali dipendevano le sorti di Roma: l’Ago di Cibele, la Quadriga dei Vejenti, le Ceneri di Oreste, lo Scettro di Priamo, il Velo d’Ilione, il Palladio e gli Ancili. Sette erano anche i Colossi: Apollo sul Campidoglio, Giove in Campo Marzio, Apollo nella…

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Enea secondo Sant’Agostino

Sant’Agostino nella Città di Dio ci racconta di Enea e della sua discendenza: Nel periodo dopo la conquista e la distruzione di Troia Enea, con venti navi con le quali si trasferivano i superstiti di Troia, venne in Italia. Vi regnava Latino, ad Atene Menesteo, a Sicione Polifide, in Assiria Tautane, dagli Ebrei era giudice Labdon. Dopo la morte di Latino regnò Enea per tre anni e nei paesi menzionati rimanevano i medesimi, eccetto Pelasgo che era re di Sicione…

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La Basilica di San Pietro in Vaticano

La basilica di San Pietro in Vaticano (il cui nome completo Papale Arcibasilica Patriarcale Maggiore Arcipretale di S. Pietro in Vaticano è poco usato dai romani, che la chiamano affettuosamente “cuppolone”) è la più importante basilica cattolica del mondo (forse assieme a San Giovanni in Laterano), il fulcro della storia cristiana di Roma e il luogo in cui vengono svolte molte delle più importanti manifestazioni cattoliche, anche per la vicinanza con la residenza papale (il Palazzo Apostolico), tra cui le…

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